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  1. Faccio subito outing e dico che per 30 dei miei 31 anni, non ho mai mangiato coniglio. Alcuni cibi ci disgustano senza averli mai assaggiati,  a prescindere da quanto vengano considerati pregiati (quanti non sopportano nemmeno l'odore del tartufo o si nascondono sotto il tavolo quando vedono ostriche vivissime e tremolanti), su questo argomento sono stati condotti diversi studi scientifici, che spiegano come questo possa dipendere da fattori genetici, o in alcuni casi dalle tempistiche dello svezzamento, o ancora dalle influenze ambientali. 

    Nel mio caso, niente di tutto ciò, semplicemente questa avversione è la conseguenza di un mio "trauma" infantile. Fino ai sei anni ho vissuto con i miei nonni, e mi ricordo che allora avevano un amico contadino che il sabato mattina passava per il quartiere con il suo furgone carico di gabbiette, vendendo polli e conigli che le persone compravano in previsione del pranzo della domenica. Una specie di antenato del commercio "km0".
    Un sabato scesi anche io con mio nonno ad assistere a questa compravendita. Solo che non sapevo che gli animali erano vivi (ovviamente) e che questo caro contadino provvedeva ad accopparli e scorticarli in diretta. Ora, per una bimba di 6 anni uno spettacolo del genere non passa inosservato. 
    E mi dico, menomale che mia nonna non aveva programmato di fare un buon brodo di gallina per pranzo.
    Però negli ultimi anni, visto il mio obiettivo di fare del cibo un lavoro, mi sono imposta per così dire di superare alcuni miei tabù culinari cercano di allargare il più possibile il mio punto di vista. 
    E così ben venga il coniglio questa volta, anche se ho barato un pochino visto che il tonno di coniglio tutto sembra meno che coniglio, ma il sapore è la sua quintessenza, ed è buono.
    Il tonno di coniglio è un piatto tradizionale piemontese, precisamente il territorio di provenienza si colloca tra il Monferrato e le valli del Tanaro, le sue origini sono povere, contadine, veniva preparato durante i periodi di intenso lavoro, e poiché non esistevano ancora i frigoriferi, era un sistema per poter conservare la carne per i pasti degli agricoltori. 
    Citando altri rimandi storici, sembra che il nome "tonno di coniglio" sia stato utilizzato attorno all' Ottocento dai monaci del convento di Avigliana, che durante il periodo di Quaresima, che allora prevedeva regole molto rigide, utilizzavano questa preparazione, anche a base di gallina, per aggirare il divieto di mangiare carne.
    Io per provare a farlo ho pescato nel suo blog la ricetta della bravissima Martina, che mi sembrava la più chiara e gustosa (le sue foto poi dicono tutto). Vi riporto la ricetta, così come me l'ha gentilmente "prestata" lei:




    TONNO DI CONIGLIO

    Ingredienti per due vasetti medi da 250g 
    (o tre piccoli nel mio caso)

    mezzo coniglio a pezzi
    1 carota
    1 gambo di sedano
    1 cipolla dorata media
    1 pezzetto di porro (5cm circa)
    qualche grano di pepe nero
    2 chiodi di garofano 
    2 foglie di alloro 
    2 spicchi di aglio
    timo
    rosmarino
    sale
    olio extravergine di oliva 

    Pulire tutte le verdure e immergerle in una pentola con abbastanza acqua fredda da coprire successivamente anche i pezzi di coniglio. Unire pepe, alloro e sale e fare bollire per 10 min. Dopodiché immergere il coniglio, pulito bene con acqua corrente, e lasciare ancora bollire per circa 1 ora. Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare il coniglio nel suo brodo. Quando sarà tiepido, toglierlo dal brodo, scolarlo bene e disossarlo, facendo pezzi non troppo piccoli. 
    Mettere nel fondo dei vasetti sterilizzati un goccio d'olio, alcune fettine di aglio sbucciato, dei grani di pepe (io avevo pepe misto)e uno strato di coniglio. Salare, aggiungere le erbe,   l' aglio e ancora olio, facendo in modo che questo riempa uniformemente il vasetto. Continuare alternando strati di coniglio ed erbe fino a circa un centimetro dal bordo, poi coprire completamente di olio extravergine.
    Come consiglia Martina, i vasetti vanno messi sottovuoto se intendete conservarli (fuori frigo si conservano circa 5 mesi in questo modo) quindi mettete del panno all'interno di una pentola capiente, posizionatevi i vasetti in modo che non si possano toccare tra di loro e copriteli di acqua fredda almeno 2 cm sopra il coperchio, fateli bollire per circa 40 min, poi lasciateli completamente raffreddare all'interno dell'acqua. 
    Altrimenti, vanno conservati in frigo e mangiati non prima di 2 giorni, non si mantengono molto a lungo, ma questo non è un gran problema!

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  2. 5 commenti:

    1. Mi sembra venuto benissimo...MI dà l'idea che andasse un pelino più cotto, ma dalla foto non sempre si riesce a capire la consistenza per bene...Ad ogni modo la consistenza deve essere completamente scioglievole modello "si taglia con un grissino"...:) Se era così allora era perfetto...Vado a metterti tra le mie ricette fatte da voi! Grazie di aver provato al ricettina...

    2. Giorgia ha detto...

      Purtroppo non è che io sia un granchè come fotografa... Eehehe!!! Si scioglie solo a guardarlo, poi se avessi avuto anche solo un piccolissimo dubbio che fosse poco cotto, ti assicuro che non l'avrei assaggiato! Grazie a te di aver condiviso questa ricetta!

    3. Interessante questa ricetta...non ne avevo mai sentito parlare!

    4. Anonimo ha detto...

      Cara Gio', il tonno di coniglio, se solo avessi un po di fervjda memoria, la già mangiato, !!!!
      Non ti dice niente con la ratatouille e salsa conogliata?!?

    5. Giorgia Marinelli ha detto...

      Mi dice moltissimo! ;) Besos!

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